Descrizione
Con il progetto di arte pubblica, “Le Luci in Tasca”, il museo Pasquali Agazzi si fa museo diffuso. Nato nell’ambito delle iniziative per “Brescia Bergamo- Città della Cultura 2023” e incluso nel Festival dell’Educazione, il Comune di Brescia intende valorizzare le figure di Rosa e Carolina Agazzi, importanti e sperimentali pedagogiste che hanno operato nel contesto bresciano e contribuito allo sviluppo della pedagogia a livello nazionale ed internazionale.
Il linguaggio utilizzato per valorizzare questa importante radice culturale del tessuto bresciano è quello dell’arte contemporanea del Collettivo artistico DMAV, Dalla Maschera al Volto, che utilizza il neon come una vera e propria traccia visiva che mette in dialogo i luoghi con la comunità: un’occasione per vedere con occhi diversi lo spazio pubblico.
Le tre installazioni proposte andranno a valorizzare sia tre nuclei concettuali del loro pensiero pedagogico, sia tre luoghi cittadini che storicamente sono stati significativi nella biografia delle due sorelle Agazzi.
• L’installazione “NaturaAnima”, collocata sulla parete esterna dell’Istituto Artigianelli, in Via Brigida Avogadro, n°23, nei pressi del luogo dove le Agazzi vissero.
Il neon gioca con la scrittura alternata di Natura e Anima, due concetti totalmente intrecciati nella pedagogia agazziana, in cui l’Essere nella sua interezza a contatto con la natura trova la sua massima espressione.
• L’installazione “IONOI”, collocata sul retro della canonica della Chiesa di Santa Maria a Mompiano dove nel 1895 Carolina entrava per la prima volta con 100 bambini in quello che rappresentò il luogo in cui la pedagogia agazziana iniziò a consolidarsi.
Il neon ci ricorda che l’infanzia è sempre apertura di uno spazio sociale e costruzione di uno mondo comune: una dimensione in cui l’io e gli altri, uniti nell’intreccio del noi, danno forma e significato alla realtà.
• L’installazione “Piccole cose per diventare Grandi”, collocata sulla facciata del Liceo socio-psico-pedagogico Veronica Gambara, ovvero la Scuola Normale di Brescia frequentata dalle due future maestre.
Il neon rimanda all’idea delle “cianfrusaglie”, fondamentale per la visione pedagogica agazziana.