Descrizione
Si svolgerà dal 13 al 29 novembre il "Festival della Pace 2026" che avrà quale tema portante "Democrazia, giustizia e futuro", idea nata dalla considerazione che la pace non è una parentesi tra due conflitti e nemmeno un semplice auspicio morale. È, o dovrebbe essere, un progetto politico, culturale e civile. Ma è anche, e prima ancora, un'esperienza di cittadinanza condivisa in cui coesistono l'arte difficile e alta di convivere nel disaccordo, di decidere insieme senza cancellare le differenze, di proteggere chi è più esposto, di costruire condizioni di fiducia pubblica e di dare forma a un futuro comune.
Nel quadro del Festival la pace può essere presentata come grande tema internazionale, ma anche come pratica quotidiana di convivenza civile in ogni ambiente: nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi della cultura, nelle associazioni, nei servizi, nello spazio urbano. In questo contesto la città diventa il primo laboratorio della vita democratica, luogo in cui la parola pubblica prende forma, dove si misurano inclusione ed esclusione, in cui la qualità delle istituzioni si intreccia con la qualità delle relazioni e la partecipazione può tradursi in esperienza comune. Su questo terreno la democrazia rivela il suo volto più concreto: non ideologia dell'ordine, ma pratica della convivenza, limite del potere, composizione regolata dei conflitti, cura del legame civile.
Per questa ragione il Festival assume la democrazia come proprio nucleo teorico e politico. Democrazia, giustizia e futuro diventa una sequenza temporale di volontà, di idee, di azioni. Il Festival 2026 vuole rendere la democrazia un'esperienza tangibile e promuovere la pace come pratica quotidiana attraverso un approccio integrato e multidisciplinare, allo scopo di si rafforzare la convivenza pluralistica e una pace più solida. La democrazia viene presentata come il principio più esigente della pace civile, capace di gestire il conflitto in modo pubblico, pluralistico e nonviolento, e di costruire una convivenza giusta e aperta.
Per realizzare il progetto, gli enti promotori del Festival della Pace non vogliono e non possono concorrere da soli alla stesura di un programma che sia quanto più plurale e inclusivo possibile. Viene lanciata una raccolta di adesioni ampia e trasversale che stimoli la partecipazione di enti pubblici, istituzioni scolastiche, religiose, culturali, realtà associative e altri enti del terzo settore presenti nel territorio bresciano, oltre a quelli che tradizionalmente già collaborano con il Festival.
Chi vorrà proporre al Festival della pace una qualsiasi iniziativa dovrà riconoscersi nei principi costituzionali democratici, non professare e non fare propaganda di ideologie razziste o comunque in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale, non perseguire finalità antidemocratiche, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica. Ogni proposta dovrà vertere sul tema della pace e questioni sociali, culturali, giuridiche, ambientali, economiche, tecnologiche e politiche a essa connesse e includere anche riflessioni in tema di cittadinanza partecipativa, inclusione sociale, diritti umani, gestione non violenta dei conflitti ed effetti delle guerre sulla comunità umana.
Le proposte vanno presentate entro il prossimo 17 luglio.
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Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2026, 13:04