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Il buon samaritano di Romanino

Nuovo capolavoro alla Pinacoteca Tosio Martinengo

Data :

13 ottobre 2026

Categorie:
Cultura
Il buon samaritano di Romanino
Municipium

Descrizione

Nella Sala VII della Pinacoteca Tosio Martinengo, dedicata alla devozione privata, si può ammirare il capolavoro di Girolamo Romanino "Il buon samaritano", acquisito dalla Fondazione Tassara con la finalità di concederlo in comodato alla Fondazione Brescia Musei affinché diventi parte del patrimonio a disposizione della città.

L'ingresso dell'opera nel percorso permanente della Pinacoteca si inserisce in un processo avviato da tempo a tre settimane dall'inaugurazione della mostra "Tesori. Il grande romanzo dei Musei bresciani.1826-2026". È la 27esima nuova opera entrata in Pinacoteca dal 2019 grazie a una serie di acquisizioni e depositi che l'Istituzione culturale bresciana ha realizzato con continuità e che ha contribuito a modificare l'assetto del museo, ridisegnandone le sale e arricchendone il racconto.

"Il buon samaritano" è una delle opere più significative di questa storia, un altro capolavoro che entra a far parte della Pinacoteca e, con lei, del patrimonio della città. Il dipinto porta nella collezione un soggetto fino a oggi assente. "Il buon samaritano" è un'iconografia rarissima nella pittura del Rinascimento italiano. Preceduto da pochi esempi precoci, il tema riemerge solo alla fine del Cinquecento e perdura nel secolo successivo, quando viene spesso scelto come pretesto per rappresentare suggestivi paesaggi. Per questa rarità l'opera assume un rilievo che va oltre le sue qualità pittoriche.La tela trova posto in una sala che raccoglie opere nate per diversi contesti devozionali, cappelle delle chiese cittadine, oratori privati e quelli delle confraternite, palazzi, che costituiscono un insieme di dipinti di piccolo medio formato di maestri del primo Cinquecento bresciano (Romanino, Moretto, Savoldo), ai quali si affiancano Callisto Piazza, attivo a Brescia e nel suo territorio al seguito di Romanino, e Giovanni Cariani, a lungo operante nella vicina Bergamo e interprete originale dei modelli veneziani.
Le opere sono accomunate da un profondo amore per la realtà nei suoi aspetti più dimessi e quotidiani, senza rinunciare a effetti preziosi nella ricerca cromatica. Il loro naturalismo favorisce la partecipazione del devoto al dramma sacro costruendo una modalità espressiva legata alla diffusione delle confraternite, che avevano lo scopo di promuovere l'esercizio attivo della fede e di mediare la trasmissione dei significati teologici più complessi, nonché in molti casi, di assistere i malati e i bisognosi.
"Il buon samaritano", immagine biblica per eccellenza, dialoga con le altre opere di Romanino già esposte in sala, il San Gerolamo e il Cristo portacroce, offrendo un ulteriore elemento per comprendere l'evoluzione del pittore, che si impone come uno degli artisti anticlassici più interessanti del Cinquecento italiano.
L'iconografia, incentrata sul valore della charitas, collega il dipinto al clima di assistenzialismo diffuso nella Brescia del tempo, che portò alla fondazione di un grande numero di istituzioni caritative: ospedali, orfanotrofi, luoghi pii e confraternite dedicate all'assistenza dei malati e degli indigenti e la rarità del soggetto riconduce a questo genere di luoghi

 L'opera si può visitare da ottobre a maggio da martedì a domenica, dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso ore 17.15. Da giugno a settembre da martedì a domenica, dalla 10 alle 19 con ultimo ingresso ore 18.15

 Informazioni

Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2026, 14:44

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